L’analisi Transazionale è una teoria psicologica della personalità elaborata negli anni 60’ dallo psicologo canadese Eric Berne. La teoria prende spunto dalla Psicoanalisi reinterpretandola, togliendole quel linguaggio tecnico che la rendeva poco comprensibile se non hai più esperti, e rendendola di facile comprensione ad un più vasto pubblico.
L’A.T. studia essenzialmente la comunicazione fra due o più persone chiamando transazioni lo scambio che si verifica fra due individui che comunicano. Questi scambi spesso sembrano essere guidati da comportamenti stereotipati frutto di un necessario adattamento all’ambiente nel quale cresciamo indotti quindi dai nostri genitori e che in parte sviluppiamo quindi fin da bambini.
Questi comportamenti, che vengono letti come il modo migliore che abbiamo trovato per poter “sopravvivere” al nostro ambiente, ci portano a mettere in atto in maniere continuativa e inconscia comportamenti che spesso non sono portatori di benessere ma di sofferenza. Come se seguissimo un copione inconscio che ci porta e ripetere sempre gli stessi comportamenti.
Il Copione, fondamentale nella teoria dell’A.T., dipende dalla struttura della personalità dell’essere umano, che è costituita, secondo l’analisi transazionale dall’interrelazione tra tre “stati dell’Io”, sistemi di comportamento messi in atto fin dall’infanzia: “Io Genitore” (schemi comportamentali indotti dall’educazione genitoriale ricevuta); “Io Adulto” ( capacità di comprensione della realtà nel qui e ore, capacità di problem solving); “Io Bambino” ( schemi di adattamento messi in atto nell’infanzia).
Lo scopo dell’analisi transazionale è quel che fra questi tre stati dell’Io ci sia un equilibrio energetico, la possibilità di poter utilizzare in maniera integrata ed efficace tutti e tre questi stati e poter acquisire una consapevolezza dei copioni messi in atto nelle nostre transazioni sociali e di come questi copioni sono responsabili del nostro malessere.
Per far questo è inoltre necessario oltre all’analisi del copione anche poter rendere consapevoli le persone su altri concetti introdotti dall’analisi transazionale:

 

Posizioni esistenziali

Le posizioni esistenziali sono quattro e descrivono come una persona vede sé e gli altri. I segni + e – riportati nelle descrizioni seguenti indicano un’asserzione positiva o negativa riferita alla posizione esistenziale:

  • Io sono OK; tu sei OK: + + (posizione esistenziale sana, che induce ad un comportamento assertivo)
  • Io sono OK; tu NON sei OK: + – (comportamento aggressivo)
  • Io NON sono OK; tu sei OK: – + (comportamento passivo, servile; depressione)
  • Io NON sono OK; tu NON sei OK: – – (futilità, cinismo)

La posizione esistenziale di un soggetto può cambiare con il passare del tempo, anche breve.

 

Gioco

È una tipologia di Strutturazione del tempo ad alto contenuto emotivo, ma altamente prevedibile, che si svolge secondo uno schema fisso e termina in modo sgradevole per entrambi i partecipanti. Alla base di dipendenze, litigi frequenti, incomprensioni durevoli e simili sofferenze.
Tutti noi lavoriamo per il benessere delle persone e delle relazioni, nel privato e nei luoghi di lavoro, seguendo da sempre gli stessi valori che proprio l’Analisi Transazionale ha espresso in tutto il mondo, eccoli:

  • Ognuno è OK, capace di pensare e responsabile delle proprie scelte e del suo destino.
  • La relazione deve favorire la consapevolezza di sé e del processo in atto.
  • Chi cura deve saper realizzare il proprio benessere e insegnare agli altri la cura di sé e l’autonomia.
  • E poi, più in particolare per la nostra professione crediamo che:
    • Per aiutare gli altri è necessario essere a nostra volta aiutati ed adeguatamente supportati.
    • Esprimere una visione positiva della vita e fiducia nelle possibilità di cambiamento è già un aiuto.
    • Per aiutare gli altri è necessario stare bene con sé stessi e amare il proprio lavoro.
    • Aiutare implica una richiesta d’aiuto e una offerta di disponibilità esplicite e circoscritte.
    • Ci sono alcuni presupposti filosofici che caratterizzano l’Analisi Transazionale che sono importanti da considerare.

Assunti Filosofici dell’Analisi Transazionale

  • ogni individuo è ok (va bene così com’è): le persone sono uguali tra loro ed ognuna ha valore in quanto persona, indipendentemente dalla sua razza e dal suo contesto socio-culturale;
  • ogni persona ha la capacità di pensare e di autodeterminarsi: ognuno può decidere che cosa fare della propria vita ed ha la capacità di crescere e di imparare qualunque esperienza abbia avuto anche negativa;
  • le decisioni prese possono essere modificate: ciascuna persona prende delle decisioni e ne è responsabile, ed è anche responsabile di cambiarle quando non sono più funzionali.

 

Modello decisionale

La teoria dell’Analisi Transazionale è basata su un modello decisionale. Ciascuno di noi impara comportamenti specifici e decide un piano di vita nell’infanzia.
Benché le nostre decisioni infantili siano fortemente influenzate dai genitori e da altre persone, siamo noi stessi che prendiamo queste decisioni nel modo peculiare di ogni persona. Dal momento che siamo noi ad aver deciso il nostro piano di vita, abbiamo anche il potere di cambiarlo, prendendo nuove decisioni in qualsiasi momento.

 

Contrattualità dell’Analisi Transazionale 

La metodologia di intervento dell’Analisi Transazionale si fonda sulla contrattualità: la relazione tra cliente e counselor è vista come un accordo tra counselor e cliente, i quali hanno una responsabilità congiunta nel lavorare per raggiungere gli obiettivi degli incontri definiti in modo chiaro e specifico.

 

Sinergia tra le due visioni : Psicosintesi e analisi transazionale

La visione psicosintetica dell’essere inteso nel suo insieme biopsicospirituale ci permette di lavorare in un percorso di conoscenza e consapevolezza di sé la vorando su degli aspetti di noi, delle parti, che in Psicosintesi prendono il nome di subpersonalità. Le subpersonalità sono più dei ruoli che ricopriamo ogni giorno. Sono aspetti della nostra personalità in cui alle volte siamo identificati inconsapevolmente e che sono portatrici di un loro scopo, una loro volontà, delle loro mindsets, premesse, credenze, emozioni e divieti.
Attraverso l’attivazione dell’io che osserva, in counseling possiamo portare alla luce queste diverse parti e farle dialogare tra di loro in modo che l’io dal suo spazio di libertà scelga di rispondere nel qui e ora del tempo presente secondo una volontà che non sia espressione solo di una parte di sé.
Il modo che ci permette di accorgerci che ci muoviamo in automatico passa attraverso l’osservazione aperta e non giudicante di alcuni comportamenti, di alcuni pensieri tipici, credenze, frasi tipiche o comportamenti ed emozioni che sono legati a certe situazioni che creano insoddisfazione nel cliente.
Questo è l’ambito dove il counselor lavora, accompagnando il cliente verso la libertà di assumere un determinato atteggiamento in qualunque condizione esso si possa trovare.
L’ascolto interiore e il dialogo interno sono strumenti per percorrere questa strada.
È qui che l’approccio proposto dall’analisi transazionale trova modo di coniugarsi sinergicamente alla visione psicosintetica.
Questa scuola di pensiero si concentra infatti sulla qualità delle relazioni e delle transazioni comunicative non solo verso gli altri ma anche tra se stessi. I 3 stati dell’io secondo l’analisi transazionale e cioè Genitore, Adulto, Bambino, possono essere visti come portatori di un linguaggio molto semplice e di facile comprensione che può aiutare il cliente a riconoscere in che spazio interno si trova.
Possiamo considerare questi stati come una rappresentazione semplificata e aggregata di una costellazione di sub personalità e, lavorando a questo livello diventa semplice, unendo le conoscenze portate da entrambe le visioni, modificare il linguaggio. L’adulto dell’analisi transazionale è l’io della Psicosintesi che trova nel qui e ora della situazione affrontata la migliore risposta.
A che livello avviene la transazione è qualcosa che facilmente viene colto attraverso l’AT, che parti quindi sono coinvolte e come rispondere al bisogno portato dalle stesse in modo più adulto e centrato al fine di permettere di scegliere in libertà che atteggiamento tenere,  è invece trovato attraverso il lavoro con la Psicosintesi in modo  ricco e articolato, così  da permettere  attraverso il lavoro una sintesi sempre più armoniosa della personalità rispetto al centro dell’essere, il suo io. Questo porta il cliente a trovare risposte più soddisfacenti rispetto alla tematica specifica portata in counseling.
L ‘analisi transazionale, nella sua versione Integrativa, proposta da Erskine ci offre anche altri strumenti, sinergici con la visione della Psicosintesi. Da un lato il diamante del sistema relazionale dove vengono osservate le relazioni in base al sentire corporeo, emotivo, di pensiero e di comportamenti che trova un immediato riscontro nella visione della stella delle funzioni psichiche della Psicosintesi (Sensazione, Emozione sentimento, impulso desiderio, pensiero immaginazione, intuizione e volontà) benché il diamante sia meno articolato. È questo uno strumento molto operativo soprattutto il suo utilizzo in sinergia con la conoscenza delle funzioni perché suggerisce diverse possibili porte di accesso per esplorare col cliente il tema portato muovendosi partendo dal piano che più gli è congeniale.
Lo stesso vale per il pentagono relazionale strumento per lavorare con la coppia, dove vengono esplorati alcuni aspetti della relazione di coppia che sono collegati al riconoscere se questi domini sono gestiti da inconsapevolmente messe in atto o scelte liberamente dall’io o dall’adulto (esempi di punti del pentagono: bisogni relazionali e di comunicazione, genitorialità, sessualità….)