Storia del counseling

L’insegnamento, condotto da più docenti, ripercorre le principali tappe della storia del counseling dai precursori rinvenibili nell’antichità fino alla nascita e allo sviluppo del counseling moderno, con una particolare attenzione al contributo dell’approccio umanistico esistenziale, che risulta particolarmente in sintonia con alcuni aspetti fondamentali del counseling.

Entro questo quadro di riferimento, particolare attenzione è data al contributo storico di Carl Rogers alla teoria e alla pratica del counseling: la rivoluzione apportata da un approccio non direttivo nell’ambito delle relazioni di aiuto, la tendenza attualizzante, le condizioni che facilitano i processi comunicativi secondo un approccio rogersiano: la capacità di esercitare un ascolto attivo ed empatico, l’esercizio della sospensione del giudizio e di un atteggiamento benevolo che si sostanzia nell’ accettazione positiva incondizionata, la coltivazione di una comunicazione congruente.

L’insegnamento si articola nelle seguenti lezioni:

  • Le origini del counseling
  • Elementi di storia del counseling
  • Il contributo di Rogers al counseling

Fondamenti del counseling

L’insegnamento, condotto da più docenti, tratta gli elementi fondamentali del counseling in termini teorici e metodologici. In particolare il programma prevede la trattazione del seguente programma:

 

Prima Fase Del Counseling

Obbiettivo della lezione: concentrare l’attenzione su quelli che sono i momenti salienti della prima fase del counseling e enucleare le qualità e le competenze necessarie in modo generale e specifico per la gestione della fase iniziale della relazione di counseling.

 

Contenuti teorici

  • Che cosa avviene nella prima fase del counseling.
  • Cosa fa il counselor:
    • per incontrare l’altro, da uno spazio A.R.P.A.: accogliente, rispettoso, paziente, accettante
    • per rimanere focalizzati sulla domanda circoscritta
    • per essere facilitatori di un processo in cui il cliente: esplora la spinta che porta lo porta in counseling, definisce una domanda legata al bisogno
  • Qualità di base del counseling al servizio della prima fase del counseling: 1° definizione della domanda- La presa in carico – il contratto. Abilità di counseling
  • L’ascolto attivo e la riformulazione nelle sue declinazioni proprie della prima fase: obbiettivo della riformulazione e tipologie più utilizzate nella prima fase:
  • riformulazione parafrasi e risposta-eco. La riformulazione riassunto. La riformulazione analogica.
  • Gli errori da evitare nel counseling, le VISSI
  • Schema del ciclo di un incontro.
  • Cosa avviene nella prima fase del counseling e su cosa ci concentriamo.
  • Quali sono gli obbiettivi della prima fase: che cosa mettiamo in atto del nostro sapere-saper fare- saper essere.
  • Modalità di realizzazione della lezione.
  • Costruzione dei contenuti teorici in modo interattivo: brain storming.
  • Completamento dei contenuti e trasferimento frontale degli stessi.
  • Simulate e supervisione didattica al lavoro degli studenti in plenaria.

 

La seconda fase del counseling

Obbiettivo della lezione: concentrare l’attenzione su quelli che sono i momenti salienti della seconda fase del counseling e enucleare le qualità e le competenze necessarie in modo generale e specifico per la gestione della fase centrale della relazione di counseling.

 

Contenuti teorici

  • Cosa che avviene nella seconda fase del counseling.
  • Cosa fa il counselor:
  • per incontrare l’altro, da uno spazio A.R.P.A. : accogliente, rispettoso, paziente, accettante
  • per rimanere focalizzati sulla domanda circoscritta
  • per essere facilitatori di un processo in cui il cliente possa: ridefinire la domanda, ritrovare le proprie risorse e iniziare i passi di cambiamento per andare verso l’obiettivo che si dà.
  • Empatia, accettazione, congruenza, ascolto attivo, riformulazione.

 

Aggiungiamo altri tipi di riformulazioni atte a facilitare la ridefinizione della domanda del cliente e altre tecniche che permettano l’esplorazione e la comprensione di ciò che eventualmente ostacola il cambiamento:

  • La riformulazione sottolineatura
  • La riformulazione rovesciamento figura sfondo
  • La riformulazione-critica
  • La riformulazione-chiarificazione

 

Altri Strumenti:

  • Domande: Lineari, Circolari, Riflessive.
  • Diversi strumenti di counseling
  • L’attenzione alle proprie Ipotesi e Premesse

 

Modalità di realizzazione della lezione:

  • Costruzione dei contenuti teorici in modo interattivo: brain storming.
  • Completamento dei contenuti e trasferimento frontale degli stessi.
  • Simulate e supervisione didattica al lavoro degli studenti in plenaria.

 

La terza fase del counseling

È quella volta all’attivazione delle risorse ancora inutilizzate del cliente, allo sviluppo delle sue facoltà trascurate, all’ampliamento di visuale interna ed esterna per meglio poter affrontare e risolvere la questione che lo ha portato da un counselor. In questo processo, possono essere utilizzati esercizi – senza mai sostituire la meccanicità di una tecnica con il calore di una presenza attiva –, spunti di lavoro e/o di riflessione tratti da diversi ambiti e percorsi utili a raggiungere l’obiettivo desiderato: avviare il cliente verso una risoluzione del problema che si pone o, comunque, verso una nuova contestualizzazione dello stesso.

È una fase di riconcimazione e riossigenazione delle potenzialità individuali del cliente, in cui si cercheranno di mettere in luce e di sottolineare le competenze, i talenti, le potenzialità, offrendo all’interlocutore l’opportunità di riepilogare e di ‘ricordare’ i propri successi e aree di forza da cui attingere energia e ispirazione. Allo stesso tempo sarà il momento di insistere sul margine di responsabilità personale nei confronti delle situazioni in cui ci si viene a trovare e della qualità delle relazioni instaurate, rafforzando la consapevolezza del proprio potere di azione e di atteggiamento sulla realtà, insegnando a ritirare le proiezioni e tenendo d’occhio la capacità di interrelazione con gli altri. È il momento di costruire un ponte tra presente e futuro, di cominciare a volgere lo sguardo in avanti anche elaborando ipotesi di sviluppo della situazione, da esaminare e discutere, eventualmente, insieme.

 

Contenuti teorici

  • L’empatia nel counseling: cosa si intende per empatia, diverse definizioni di empatia, aspetti cognitivi e affettivi, empatia come sentire “come se…”, basi neurofisiologiche dell’empatia secondo le scoperte delle neuroscienze, l’esercizio dell’empatia nel processo di counseling.
  • Il rapporto Io-Tu: la relazione di counseling come relazione professionale animata da un incontro genuinamente umano, che si riconosce come incontro di due soggettività, così come indicato da Martin Buber, e che si astiene da uno sguardo reificante (io-esso).
  • Dare spazio al baricentro interiore ed esercitare la qualità di presenza: l’importanza della ‘centratura’ dell’operatore nella relazione di counseling per imparare a esercitare una presenza di qualità nella relazione di aiuto, il più possibile sgombra da giudizi, pregiudizi e contenuti proiettivi e in grado di fare spazio all’altro.
  • Uso delle domande nel counseling: l’uso delle domande entro una cornice umanistica-esistenziale, domande dirette e indirette, domande iniziali e di conclusione, domande chiarificatrici e di approfondimento, le domande attivatrici di risorse, domande e valori.
  • L’autostima nel counseling: cosa si intende per autostima, ricerche su benessere e autostima, alimentare l’autostima, come il counseling può promuovere l’autostima.
  • Ripasso sui fondamentali del counseling: la natura del counseling, gli atteggiamenti e gli interventi comunicativi che promuovono una buona relazione di aiuto, gli atteggiamenti e gli interventi comunicativi che ostacolano una buona relazione di aiuto, la tecnica della riformulazione.

Comunicazione, scelte e cambiamenti

L’insegnamento, condotto da più docenti, tratta il tema della comunicazione interpersonale, sulla base dell’assunto, che il processo di counseling è essenzialmente un processo comunicativo, in cui viene riconosciuta la capacità di scelta e di auto-determinazione del cliente, quale base per attivare processi di cambiamento. 

 

In particolare il programma prevede la trattazione dei seguenti temi:

  • Elementi di pragmatica della comunicazione umana: il contributo della scuola di Palo Alto alle teorie della comunicazione, il rapporto tra comunicazione e comportamento, saper leggere i contesti della comunicazione, i cinque assiomi della comunicazione, quali lezioni per il counseling.
  • Potere personale: il processo di empowerment come leva per il cambiamento evolutivo, il counseling come strategia di empowerment, che alimenta il potere di scegliere e di decidere.
  • Comunicazione e comportamento assertivo: cosa si intende per comunicazione assertiva, assertività ed espressione dei bisogni, 3 metafore per illustrare cosa è e cosa non è comunicazione assertiva, counseling e assertività.
  • La metafora nel counseling: potenzialità del linguaggio analogico, cosa sono le metafore, il potere delle metafore, cogliere le metafore nel processo comunicativo del counseling, parlare per metafore nell’incontro di counseling.
  • Buonumore e umorismo nel counseling: cosa s’intende per comunicazione umoristica, l’umorismo nel contesto della relazione di aiuto, potenzialità e rischi dell’umorismo.

 

Crescita personale e tecniche immaginative 

  • Storia dell’immagine e dell’immaginazione attraverso le diverse culture
  • La funzione immaginativa nella stella delle funzioni secondo la visione psicosintetica, accanto a: pensiero, sensazioni, impulsi e desideri, sensazioni, intuizione, volontà.
  • La funzione integratrice e sintetica dell’immaginazione
  • Le tecniche immaginative: Ipnosi, Desoille e il Reve Eveillé Dirigé, Training Autogeno di Schultz, Imagerie  Mentale, Analisi Immaginativa, Procedura Immaginativa ed Esperienza Immaginativa.
  • Immagine. Immaginario. Immaginazione. Fantasia
  • Immaginazione creativa
  • Immaginazione attiva
  • Immaginazione simbolica
  • Immaginazione e unità somatopsichica
  • L’immaginazione come comunicazione di sé. Il linguaggio metaforico
  • Saper immaginare per saper volere: immaginazione e volontà
  • L’uso dei simboli secondo Assagioli: visualizzazioni e uso guidato dei simboli
  • Le immagini simboliche nella meditazione psicosintetica: fase riflessiva, ricettiva, creativa
  • Parte esperienziale: uso delle immagini e dell’immaginazione nel Counseling:
  • Presentazione di sé in forma metaforica
  • Il disegno o un’immagine (per esempio dalle carte Dixit) per rappresentare la propria situazione problematica o esistenziale
  • Creare un racconto a partire da una carta delle fiabe: cosa dice di me?
  • Visualizzazione
  • Meditazione psicosintetica
  • Rappresentazione del proprio percorso di crescita attraverso un collage di immagini tratte da riviste: da dove vengo, dove sono, dove voglio andare

Il gruppo come facilitatore del cambiamento: la comunicazione nei gruppi, il gruppo come attivatore e facilitatore dei processi di cambiamento evolutivo.

Psicologie

L’insegnamento, condotto da diversi docenti, tratta più propriamente di elementi teorici di psicologia, finalizzati alla formazione del counselor.

Elementi di psicologia dello sviluppo: il concetto di cambiamento legato a fattori evolutivi, le tappe dello sviluppo dalla nascita all’adolescenza, principali contributi teorici.

Spinte e tappe evolutive:

  • Che cos’è il concetto Copione in analisi Transazionale come si forma e introducendo il concetto di Spinta quali sono i condizionamenti ambientali che portano alla sua formazione. Come il Copione influenza le scelte di vita della persona e come la sua individuazione e comprensione sia fondamentale in una relazione di aiuto che porti ad un cambiamento.
  • I messaggi genitoriali Spinta quali sono, come influiscono nella formazione del Copione, come si differenziano per i diversi genitori e come contribuiscono a formare la Matrice di Copione.
  • La definizione delle diverse Tappe Evolutive che attraversa la persona nel suo sviluppo in un’ottica di comprensione dei blocchi e dei messaggi ricevuti per la formazione del Copione.

Contenuti:

  • Formazione dell’io e sé relazionale: il processo di formazione dell’io e la natura relazionale del sé.
  • Il potere delle credenze: la prospettiva cognitivista, riconoscere le credenze in atto.
  • Psicologia dei gruppi e counseling di gruppo: elementi di psicologia dei gruppi, caratteristiche del counseling di gruppo, i gruppi di auto mutuo aiuto
  • Le funzioni psicologiche: sensazioni, istinti-desideri, emozioni-sentimenti, immaginazione, pensiero, intuizione, volontà.
  • Allargare gli orizzonti dell’autopercezione : Cosa significa.
  • Percezione di sé attraverso i canali sensoriali.
  • Osservazione non giudicante. Presenza a se stessi e agli altri.
  • Chi sono io? Ampliamento della coscienza. Autocoscienza. Accettazione.
  • Riconoscimento e valorizzazione di sé.
  • Disidentificazione e Autoidentificazione.
  • Rispondere anziché essere reattivi.
  • Noi siamo dominati da tutto ciò in cui ci identifichiamo, possiamo dominare tutto ciò da cui ci disidentifichiamo
  • Osservare gli effetti su me nell’incontro con l’altro: a cosa serve.
  • Amplia il senso della propria identità. Avere consapevolezza della mia identità distinta dall’identità dell’altro.
  • Quello che io sto provando mi appartiene, fa parte del mio modo di essere, della mia storia personale, oppure appartiene all’altro? (proiezioni).
  • Quello che io penso dell’altro o come vedo l’altro sono mie proiezioni?
  • Sto applicando all’altro la mia particolare visione del mondo, anziché rispettare la sua visione, i suoi valori, le sue capacità di superare i problemi?
  • Sintonizzazione. Stare in connessione con se stessi e con l’altro empaticamente :In che modo?
  • Allenamento all’osservazione e all’auto-osservazione.
  • Attenzione al momento presente. Presenza mentale sui diversi livelli: fisico, emotivo, mentale.
  • Vivere con consapevolezza ogni momento. Esercizio dello stop: che cosa stai provando in questo momento?
  • Creare uno spazio interiore fra l’Io che osserva e ciò che viene osservato, i contenuti della coscienza.
  • Esercizio di disidentificazione e autoidentificazione.
  • Esercitare la capacità di discernimento: il bene che dipende da me, il male che posso evitare.
  • Libertà da condizionamenti, aspettative, pregiudizi, giudizi, credenze, proiezioni.Effetti.
  • Ampliamento della consapevolezza. Autocoscienza. Armonizzazione. Benessere fisico e psichico. Apertura. Libertà interiore.
  • Liberazione di noi stessi e dell’altro da reciproche proiezioni, aspettative.
  • Maggiore tolleranza, comprensione, accettazione. Comunicazione utile per la relazione.
  • Uso non separativo della nostra energia. Allargamento della visione e del piano delle possibilità.
  • Risveglio della coscienza, evoluzione, autorealizzazione.
  • Riconoscere ed essere in armonia con la propria vera natura e lasciarla fluire, manifestare liberamente.
  • Applicazione della Volontà.
  • Esercizi.

 

Ecopsicologia

La crescita personale diventa un’apertura sul mondo interiore in tutte le sue direzioni: verso il basso, orizzontalmente e verso l’alto.

Quando si perde la capacità di un dialogo interiore con noi stessi e prendiamo la distanza da alcuni aspetti della psiche indesiderati e non siamo disposti a riconoscerli, reprimendoli o proiettandoli tendiamo a chiuderci e andiamo a costituire quella che comunemente è chiamata il lato ombra della psiche, si perde la capacità di vedere e sentire quello che c’è oltre il presunto limite del nostro io. Isolandoci si diluisce il contatto anche con gli altri, con la natura con l’universo e la dimensione spirituale. La perdita di connessione con sé è strettamente correlata alla perdita di connessione col resto del mondo. Aprirsi all’incontro anche con gli altri, con la ricchezza e la varietà del mondo esterno, si creano le condizioni ideali per aprirci ad una visione ancora più vasta di noi stessi e della vita per oltrepassare i confini della consapevolezza…  

Animali, piante, ecosistemi diventano estensioni del nostro stesso amore. Si tratta di ritrovare la connessione con la terra e con l’infinito.

E’ infatti la dimensione transpersonale che dà senso e direzione ad un modello interpretativo che nutre fiducia nella possibilità per l’essere umano di evolversi, di crescere e superare i propri limiti, di aderire al progetto del Sé, di accogliere la propria natura più autentica fino a farsi simile all’anima. Ma tutto ciò che tocca la percezione, gesti, profumo, rituale, sole, acqua fa si che il corpo diventi anche lo strumento per entrare in contatto con un diverso stato di coscienza. Immaginare di sentire e visualizzare alcune di queste immagini evocatrici, proposte in una certa forma, sono rappresentative della integrazione Corpo-Mente-Natura.

Altre scienze umane

Filosofia: 

Il counseling affonda le sue radici nel mondo greco, mutuando la sua essenza e le sue tecniche dalla maieutica socratica. Intraprendere un percorso di formazione in counseling non può prescindere dalla conoscenza delle basi filosofiche-culturali che hanno permesso lo sviluppo di discipline successive e più recenti quali la psicologia e la psicoanalisi, ma che soprattutto hanno per prime messo al centro della loro speculazione l’uomo nella sua individualità. Il ciclo di lezioni che mette in stretta correlazione queste due discipline, la filosofia e il counseling, ha lo scopo di aiutare i futuri counselor ad utilizzare il linguaggio filosofico, come ulteriore risorsa sia nel percorso di crescita personale che professionale

 

 

Alle origini del counseling e la maieutica Socratica

La lezione prende in esame le origini del counseling individuando le sue radici nel mondo greco tra il V ed il VI secolo a.C. E’ in questo periodo, precisamente ad Atene, che per la prima volta l’interesse si sposta sull’uomo in quanto individuo. L’uomo in quanto individuo, afferma se stesso con l’uso della parola.

Si affermano in questo periodo storico diverse correnti filosofiche che vengono illustrate durante la lezione, sempre rapportandole al counseling.

Nascono i Sofisti, che fanno della parola un uso manipolatorio e persuasivo. Nascono le figure quali Pitagora e Gorgia, ma soprattutto è la figura di Socrate a lasciare un segno fondamentale per il futuro counseling, attraverso la tecnica mutuata dalle levatrici, la maieutica appunto, che permette al Filosofo di “tirar fuori” dall’allievo risorse già insite dentro di lui. Su questo aspetto in particolare e quelli già citati, verte l’intera lezione.

 

 

Domande aperte nel counseling (parte 1)

Questa lezione è basata sull’importanza dell’ascolto attivo, sull’empatia, ma soprattutto sulle domande. Come devono essere le domande durante una sessione di counseling? Si devono porre oppure no? Devono essere domande dirette? Domande aperte significa porre domande senza mettere limiti, senza dare indicazioni, lasciando libero il cliente di rispondere, ma contemporaneamente non farlo sentire solo, a disagio. Significa esserci, essere nella relazione. Imparare a fare domande è una delle tappe più delicate del percorso di formazione in counseling e ancora una volta il ricorso alla filosofia ci è di aiuto, ancora una volta Socrate con la sua nota abilità nel porre domande aperte, ancora una volta Aristotele che cita una delle sue emozioni primarie, lo stupore che insieme alle altre ci offre la chiave di lettura per sentire, per entrare in empatia con chi avrà bisogno del nostro sostegno. Simulazioni a coppie/triadi in aula.

 

 

Domande aperte nel counseling (parte 2)

Raccontare, raccontarsi, narrare di sé. Questo è quanto avviene da parte del cliente durante un incontro di counseling, ma le modalità della narrazione possono essere completamente diverse da individuo a individuo, da persona a persona. Non l’ascolto, ma ascolto empatico, centrato, attivo. Imparare a decodificare ciò che c’è dietro e dentro alla narrazione è per il counselor indispensabile per essere un punto di riferimento e di confronto per il cliente. Imparare ad ascoltare lasciando fluire la narrazione, ma sapendo porre le domande “al momento giusto” è un’abilità che il counselor acquisisce nel suo percorso di formazione, ma soprattutto con l’esperienza. Questa lezione passa in rassegna le differenze tra le forme di narrazione più antiche quali il mito, la favola e la fiaba; le contestualizza da un punto di vista filosofico e, attraverso un’esercitazione scritta in aula, invita gli alunni a porsi nel reciproco ruolo di cliente e counselor.

 

 

Logos: l’uso responsabile della parola

Logos: ci si sofferma sul significato del termine greco e si fa un excursus, dalla filosofia antica alla filosofia moderna, tra i filosofi il cui pensiero è stato caratterizzato dall’analisi della parola. Si parlerà di Eraclito, Platone, dello storicismo, del cristianesimo, di Sant’Agostino di Heidegger e si faranno esercitazioni e giochi in aula con l’ausilio di carte colorate esplicative di una parola o di un’emozione. A seguire, simulazioni a coppie.

 

 

Imparare a ragionare correttamente nel counseling 

Adeguatio rei et intellectus. Adeguare l’intelletto alla cosa. Questo, filosoficamente, significa pensare. Ma pensare correttamente che cosa significa? E soprattutto, perché dobbiamo imparare a pensare correttamente? A queste domande e alle tecniche per allenarsi a “ragionare correttamente” cerca di rispondere la quinta lezione del percorso di filosofia nel counseling. Ragionare correttamente per un counselor significa abituarsi a stare nel piano di realtà, aiutando il cliente a ritornarvi ogni qual volta le aspirazioni, i desideri, i sogni, rischiano di essere troppo lontani da un’effettiva realizzabilità. Aiutare il cliente a mantenere vivo il fuoco delle proprie aspirazioni è utile ed opportuno, ma ancora di più è necessario aiutarlo ad investire tempo ed energie in obiettivi concreti e adeguati alle proprie potenzialità. Attraverso un lavoro in aula, un disegno e la relativa interpretazione da parte dei singoli alunni autori ognuno della propria rappresentazione figlia, si lavorerà sulla vicinanza tra lezione, rappresentazione e pensiero, cercando di individuare il nesso.

 

 

Percezione, pregiudizio e perdono 

I pregiudizi sono credenze che formuliamo nei confronti del mondo e delle persone che ci circondano.

Spesso senza rendercene conto, ricorriamo ad essi per assumere posizioni a favore sfavore _nei confronti di ciò che non conosciamo secondo criteri infondati, inesatti o errati. Per questa ragione spesso i pregiudizi ci impediscono di maturare pensieri nuovi, creativi e personali, liberi, perché schiacciamo la realtà e ci impediscono di cogliere aspetti della nostra vita che non conosciamo. Durante questa lezione verranno citati i filosofi che hanno affrontato il tema del pregiudizio sino ad arrivare ai giorni nostri, al senso che questa parola assume nel linguaggio comune ed all’influenza che il pregiudizio, partendo da una percezione condizionata, mai libera, ha nei confronti del nuovo, del non conosciuto.

 

 

Pedagogia:

L’approccio narrativo e autobiografico: l’approccio narrativo, utilizzabile nel counseling, visto da una prospettiva pedagogica. Il contributo dell’educazione degli adulti al counseling, con particolare riferimento alla metodologia autobiografica.

Aspetti di pedagogia nel Counseling

Obbiettivo della lezione: vedere come alcuni aspetti della pedagogia hanno a che fare con un intervento di counseling e sono parte di un intervento di counseling e fare un’esperienza di autoeducazione e apprendimento nuovo. 

 

 

Contenuti Teorici

  • Pedagogia e Andragogia. I principi dell’Andragogia e i punti di contatto con l’intervento di counseling.
  • Pedagogia e Counseling: Apprendimento e cambiamento. I punti di incontro della pedagogia e del counseling: ruolo educativo del counseling.
  • Non c’è cambiamento senza apprendimento.
  • Apprendere e apprendere ad apprendere per trovare risposte più efficaci nella nostra vita
  • La via dell’umorismo per l’apertura ai nuovi apprendimenti
  • Cosa, blocca la possibilità di dare risposte efficaci: automatismo e inconscio medio. Apprendimento come consapevolezza: lasciare andare gli automatismi, modificare gli schemi mentali.
  • Dagli schemi mentali alle subpersonalità: la centralità delle emozioni nell’automatismo e nell’apprendimento.

 

 

Modalità di realizzazione della lezione:

  • trasmissione dei contenuti teorici e brain storming sui punti di contatto.
  • Video sull’apprendimento della dottoressa Lucangeli
  • Esperienze attraverso simulazioni di definizione di un automatismo e nuovo apprendimento
  • Educare al benessere: suggestioni per il counseling dall’educazione al benessere.

 

 

Antropologia:

Il contributo antropologico alla comprensione dell’altro: il contributo della ricerca antropologica ed etnografica alla comprensione dell’alterità, intesa in senso personale e culturale, quale risorsa per il counselor. La necessità di uno sguardo antropologico pluralistico nei contesti di counseling multiculturale.

Verrà data particolare attenzione all’antropologia del dolore (integrato alle lezioni di elaborazione del lutto e al counseling sanitario) e all’antropologia costituzionalistica e antropometrica.

Il dolore è un’esperienza forzata e violenta dei limiti della condizione umana. Paralizza l’attività del pensiero e l’esercizio della vita. Pesa sul gioco del desiderio, sul legame sociale. Altera il senso della durata e colonizza i fatti più importanti della giornata, trasformando la persona in uno spettatore che fa fatica a interessarsi all’essenziale. Il dolore isola, costringe l’individuo a una relazione privilegiata con la propria pena. È una minaccia temibile per il senso d’identità: lacera la coscienza e schiaccia l’uomo su un senso dell’immediato privo di prospettiva, dandogli l’impressione che il suo corpo sia altro da sé. Si intende approcciare il dolore su un piano antropologico, di chiedersi come influisca sulla condotta dell’uomo e sui suoi valori, sulla trama sociale e culturale in cui è immerso. Senza dimenticare che se l’uomo è una conseguenza delle sue condizioni sociali e culturali, è anche il creatore dei significati con cui vive.

Inoltre, durante le lezioni di Morfopsicologia viene evidenziato lo schema di costruzione dei visi secondo l “Antropologia costituzionalistica e antropometrica” della Scuola Francese.

Un particolare legame di collaborazione è stato portato avanti nell’ultimo secolo tra la Scuola Italiana e quella Francese e questa collaborazione è continuata sino ad oggi grazie alle ricerche di due studiosi che operano all’istituto di Antropologia fisica dell’università di Genova: Brian Luigi e Guerci Antonio.

 

 

Sociologia:

Il counseling nei contesti sociali ed educativi della contemporaneità: il contributo della ricerca sociologica per mettere meglio a fuoco i contesti sociali della contemporaneità, che possono beneficiare di interventi di counseling. 

Si tratta quindi di una relazione d’aiuto multiforme per individui, gruppi, famiglie e collettività in generale con finalità e applicazioni diverse: compresi quelli della prevenzione, devianza e dell’emergenza sociale, nonché nel contesto educativo.

Verranno trattati anche elementi di Sociologia dell’educazione.

La fragilità di singoli e di interi gruppi sociali aumenta in maniera esponenziale: a fronte di un’espansione del tempo distribuito in uno spazio senza confini si riduce la rete di sostegno primaria. Aumentano così le richieste di aiuto da parte delle persone, non soltanto di numero ma principalmente per complessità: genitori angosciati per il figlio che abbandona la scuola, figli che evadono dalle oppressioni degli adulti attraverso comportamenti ritenuti a rischio, insegnanti che chiedono sostegno per fronteggiare atti di violenza e bullismo nelle scuole, famiglie insofferenti e così via.

Il counselor sociale studia le relazioni interpersonali e il rapporto tra queste e individuo e ambiente poiché questi si influenzano reciprocamente, analizza i contesti remoti poiché producono modificazioni del comportamento e riconosce le persone come entità dinamiche.

La società post-industriale è caratterizzata da un fenomeno tanto inatteso quanto complesso e ambivalente: la rivalutazione della famiglia, come gruppo-istituzione sociale allo stesso tempo forte e labile, oggetto di processi di frammentazione ma anche soggetto di nuove reti informali e solidaristiche, capaci di innestarsi sui processi di modernizzazione.

Si riscopre che lo sviluppo dell’individuo non è incompatibile con significativi vincoli familiari, ma anzi li richiede, e che la famiglia ha una sua “logica” di produzione di relazioni primarie insostituibili. Approcceremo le teorie e i metodi propri della sociologia della famiglia che si rivolge a tutti gli studiosi e gli operatori che si interessano di problematiche familiari, incluso i counselors.

La famiglia è come una specifica relazione sociale che viene ad essere investita da una problematizzazione nuova e originale, quella della “società relazionale”, che fa della “relazione-famiglia” un nuovo “soggetto”. Crisi, adattamento e riorganizzazione della famiglia sono oggi percorsi e strategie inscindibili, attraverso cui emergono nuove regole e nuove reti di vita quotidiana.

 

 

Counseling familiare 

Il Counseling Familiare e dell’Età Evolutiva è un intervento rivolto a famiglie in difficoltà che necessitano di un aiuto per gestire e superare un momentaneo periodo di malessere. L’intervento di counseling può interrompere il perpetuarsi di situazioni di conflitto e sofferenza, favorendo nella persona e nella famiglia l’acquisizione di modalità relazionali e comunicative più soddisfacenti ed efficaci. Dal punto di vista teorico fa riferimento al lavoro di Carl  Rogers e alla nozione di centralità del soggetto, considerando la famiglia come entità soggettiva dotata di una sua unicità. Da un punto di vista applicativo lavora con i componenti della famiglia in quanto soggetti, ognuno con i suoi bisogni, i suoi vissuti e le sue potenzialità. La famiglia è non solo vista come composta di persone, o meglio di soggetti, ma anche come luogo in cui le soggettività si costruiscono, si relazionano, si plasmano in un’ottica sistemica. Il counseling Familiare e dell’Età Evolutiva è un intervento integrato perché sintetizza la componente rogersiana e quella sistemica in modo fluido e flessibile. È un intervento integrato in quanto si avvale di ricerche che allargano il quadro teorico di base attraverso riferimenti a lavori appartenenti ad altre discipline dell’umano come la sociologia e la neurobiologia. Filosoficamente si pone all’interno di un quadro di un orizzonte epistemologico di matrice fenomenologico-esistenziale. Obiettivo della lezione è presentare le basi rogersiane del Counseling Familiare e dell’Età Evolutiva e i suoi sviluppi anche attraverso riferimenti esperienziali e applicativi.

Le professioni della relazione di aiuto: confini ed elementi di psicopatologia

 

Attenzione alle proiezioni – ritiro delle proiezioni

  • Definizione di proiezione: meccanismo di difesa inconscio con cui il soggetto nega parti di sé come proprie attribuendole a cose o persone esterne: parti di sé non conosciute o non riconosciute.
  • Provoca una distorsione della persona su cui queste parti vengono proiettate e conseguentemente della relazione.
  • Nelle sue forme più mature è alla base dell’empatia.
  • La proiezione come meccanismo di difesa verso il transpersonale: la persona si sottovaluta, manca di autostima, disconosce le proprie qualità attribuendole a un’altra persona, da cui possibile idealizzazione, dipendenza, pigrizia psicologica, mancato sviluppo delle proprie capacità e qualità, mancata autorealizzazione, basso livello di autostima, senso di impotenza, frustrazione, rabbia.
  • Ritiro delle proiezioni: riconoscere e riappropriarci di ciò che ci appartiene per diventare più completi (integrazione della parte ombra).
  • Il ritiro delle proiezioni è inevitabile e risanatrice conseguenza del prendere coscienza di sé.
  • La presa di coscienza della proiezione permette una maggiore e non distorta conoscenza e distinzione fra sé e l’altro.
  • La disidentificazione e autoidentificazione facilitano il ritiro delle proiezioni.
  • Uso probabile della proiezione: criticismo, sospettosità, presupposizioni, attribuire la colpa dei propri problemi agli altri, pregiudizi, mancanza di fiducia, ecc.

 

 

Simulate di Counseling a coppie:

  • Che immagine ho di questa persona?
  • Che cosa mi suscita? stati d’animo, pensieri, sensazioni, ricordi, immagini
  • Che cosa mi aspetto da questa persona (proiezione di aspettative)
  • Che immagine ritengo che l’altro abbia di me?

 

Elementi di Psicopatologia

  • Definizione e classificazioni. Perché si ammala la mente. Le diverse visioni delle scuole psicologiche.
  • Valutazione della personalità rispetto a: funzionamento globale, pensiero, percezione, affettività, senso del Sé, volontà, funzionamento nelle relazioni, comportamento psicomotorio.
  • Schizofrenia.
  • Disturbi dell’umore – Depressione e disturbo bipolare. Disturbi d’ansia. Ansia generalizzata. Fobie. Fobia sociale. Attacchi di panico. Disturbi somatoformi. Ossessioni, compulsioni. Dismorfismo corporeo. Disturbo da accumulo.
  • Medicina psicosomatica
  • Disturbo acuto da stress. Disturbo post-traumatico da stress.
  • Disturbi del comportamento alimentare –  Anoressia nervosa. Bulimia nervosa. Disturbo da binge eating.
  • Disturbi di personalità
  • Le dipendenze. Le nuove dipendenze.
  • Funzione del Counselor nel riconoscere la patologia e motivare la persona a un percorso di psicoterapia, procedere all’invio.

 

Meccanismi di Difesa

  • La ferita primaria. Come ci difendiamo.
  • Definizione, caratteristiche.
  • Possibile evoluzione dei meccanismi di difesa, da quelli immaturi a quelli più maturi.
  • Meccanismi di difesa primari e secondari.
  • Esempi: ritiro, scissione, negazione; rimozione, spostamento, somatizzazione, sublimazione, ecc.
  • Le leggi psicologiche di Assagioli come meccanismi di difesa ad opera della Volontà saggia.
  • Meccanismi di difesa nei confronti della crescita e del transpersonale.
  • Esercizi: Cosa fai per difenderti dalla sofferenza?

 

Counseling e psicoterapia: differenze

  • Natura, caratteristiche e finalità del counseling, natura, caratteristiche e finalità della psicoterapia. Quali differenze per una chiara definizione dei confini delle diverse relazioni di aiuto, in un’ottica di possibile collaborazione multidisciplinare e multiprofessionale.

Etica e deontologia

L’insegnamento, condotto da più docenti, sviluppa il tema dell’etica e della deontologia professionale con specifico riguardo alla professione di counselor. Tratta inoltre alcuni temi più specifici di particolare rilevanza etica.

L’Etica, dal greco ethos, attiene al mondo dei valori, dell’essenza umana.

La morale, dal latino mos-moris indica costume, condotta di vita connessa a quel preciso  momento storico ed  alla sua cultura

L’atteggiamento del Counselor è basato sul rispetto dei diritti umani, sulla consapevolezza e sull’accettazione delle differenze individuali e culturali.

In questa ottica possiamo individuare 4 diritti fondamentali che il cliente ha :

RISPETTO è l’ accettazione incondizionata di un individuo, ma non necessariamente la condivisione di tutti i suoi comportamenti. Il Counselor deve essere consapevole delle differenze individuali e culturali ed anche capace di comprendere i gruppi di appartenenza.

INTEGRITA’ è il diritto del cliente di mantenere i proprio confini fisici ed emozionali ed esprime l’impegno del Counselor a non manipolarlo in alcun modo

AUTORITA’ è il diritto del cliente di autodeterminarsi e di stabilire gli obiettivi utili per il proprio modello di salute

AUTONOMIA è la libertà del cliente di esprimersi, di esplicitare i suoi bisogni e le sue credenze.

Il counseling è un intervento che lavora su  un obiettivo definito che viene concordato con il cliente. Questo è anche quello che caratterizza la durata dell’intervento, che pur variando in relazione al tipo di domanda, è comunque circoscritto  nel tempo.

 

 

Deontologia

Il primo codice deontologico scritto è stato il giuramento di Ippocrate, medico greco, nato a Kos nel 459 a.c.

La Deontologia  (termine che deriva dal greco deon = dovere e logos= discorso scienza) è l’insieme di diritti e doveri che, ispirandosi ai principi etici,  stabiliscono quelle regole che hanno la funzione di regolamentare i rapporti che, come nel nostro caso, sono connessi nell’espletamento di una determinata professione..

Il diritto di libertà e di autodeterminazione, diritto fondamentale di ogni essere umano è, ovviamente, anche del counselor, il quale ha, ad esempio, la facoltà di non prendere un incarico relativo ad un tema che è assolutamente in contrasto con la propria coscienza, cosa che  può riguardare sia gli obiettivi richiesti dal cliente, sia  i programmi dell’ente, pubblico o privato, che il counselor ritenga per sè inaccettabili

Conseguentemente, per i counselors, è considerato diritto inalienabile astenersi da interventi che contrastino con le proprie convinzioni etiche, a meno che non vi sia immediato pericolo di vita del cliente. 

Il Counselor ha il dovere della trasparenza, della riservatezza, del rispetto.

E’ libero di non prestare la propria attività nel caso che il cliente presenti obiettivi che siano in contrasto con le proprie convinzioni etiche, ma è sempre tenuto alla tutela dello stato di salute della persona e quindi potrà eventualmente indirizzarlo verso chi è in grado di aiutarla.

E’ deontologicamente scorretto avere rapporti professionali di counseling con persone con le quali si abbia un rapporto di parentela, relazioni affettive e/o sessuali, altrettanto dicasi per il rifiuto o l’interruzione del rapporto, che non siano accompagnati dalle necessarie cautele per evitare disagi al cliente.

Il Counselor è chiamato a tenere un atteggiamento di chiarezza con i clienti circa la propria identificazione professionale, quindi ad un’attenzione a non far insorgere confusione circa il proprio ruolo professionale. In questo senso, oltre a rispettare quanto previsto dalla nuova normativa, ovvero quello di indicare in ogni scritto l’appartenenza alla legge 4/2013, il counselor si adopererà affinchè il proprio intervento e quindi le sue caratteristiche, siano chiare al proprio cliente.

Il Counselor non è un terapeuta, termine collegato ad una professione specifica e riconosciuta dalla Stato, medico o psicoterapeuta.

Il Counselor, come ben sappiamo, non è un psicologo, non è uno psicoterapeuta, non è un consulente, non è un medico

Una chiarezza in tal senso, considerata anche la scarsa conoscenza del counseling in Italia, può essere facilitata dall’eventuale materiale pubblicitario di cui si potrà avvale il Counselor, (biglietti da visita, brochure…), che espliciti in cosa consiste un intervento di counseling e, soprattutto, dal consenso informato.

Il consenso informato ha una duplice valenza. informa il cliente cosa è un  intervento di counseling, cosa lo differisce da altre prestazioni, chi è il professionista, e tutela il counselor che può dimostrare di aver informato il cliente su che tipo di professione svolge e quindi che tipo di intervento potrà svolgere.

Il Counselor non è una professione di carattere sanitario e, pertanto, anche la terminologia usata deve essere tale da non indurre in errore o in confusione il cliente. Non utilizza i termini “psi”

Come è noto il Counselor

  • NON si occupa di soggetti che presentino problematiche patologiche
  • NON fa consulenza
  • NON cura
  • NON fa diagnosi
  • NON somministra test psicologici
  • NON somministra farmaci

Lavora nel “qui e ora”, non si occupa di ristrutturazione di personalità, non lavora sul passato.

Il Counseling psicologico è di competenza esclusiva dello psicologo, così come il counseling medico è di competenza esclusiva del medico.

In particolare il Counselor non va confuso con altre figure professionali:

Psicologo : figura professionale che prevede il conseguimento di specifico corso di laurea, le cui competenze sono definite dall’art. 1 della L. 56/89 (Ordinamento della Professione di Psicologo), che è iscritto all’Albo degli psicologi a cui accede previo supermento di un esame di Stato

Psicoterapeuta : la Psicoterapia è, in Italia, una specializzazione quadriennale svolta da Scuole di specialità riconosciute dal MIUR, il cui accesso è riservato agli Psicologi ed ai Medici (iscritti all’ordine) ;

Psichiatra : la Psichiatria è una specializzazione riservata ai laureati in Medicina e Chirurgia;

L’intervento di counseling non va confuso con la consulenza che presuppone l’intervento di un professionista che fornisce al cliente una risposta ad un quesito specifico e comunque un consiglio su come agire (consulenza aziendale, consulenza fiscale, ecc)

Di fronte a problematiche che il Counselor non ha la competenza di affrontare, lo stesso provvederà ad effettuare un invio al professionista competente. E’ quindi auspicabile che il Counselor si avvalga di una rete di professionisti a cui poter ricorrere, sempre nel rispetto assoluto della libertà del cliente.

L’invio ad altro professionista di diversa competenza, avvalora il ruolo del counselor nel contesto sociale, infatti può rappresentare, per il cliente, l’opportunità di venire a contatto con parti di sé che necessitano di una diversa elaborazione e quindi poterle affrontare e risolvere, rivolgendosi ad uno specialista.

Inoltre approfondiremo gli obiettivi e valori del cliente: conoscere i propri obiettivi e valori e saper fare spazio agli obiettivi e valori del cliente, quale presupposto per un atteggiamento eticamente corretto e responsabile nei confronti del cliente.

Promozione della professione

L’offerta sul mercato di professionisti nel campo del counseling sta aumentando.

Per trasformare quanto acquisito nel proprio percorso formativo in una nuova attività professionale, occorrono un tempo e uno spazio per riflettere sull’aspetto imprenditoriale di se stessi.

Per potersi raccontare con efficacia, occorre riconnettersi con l’energia inziale che ha portato a scegliere questa professione in modo da portare la propria proposta in modo personalizzato e con chiara consapevolezza delle proprie peculiarità, attitudini e talenti.

Verrà proposto un lavoro per valorizzare il racconto individuale, chiarirsi il pubblico di riferimento e impostare la propria narrazione di sé utilizzando i principali canali che attualmente il mondo dei social offre.

Sarà anche un’occasione di riepilogo sulle diverse possibili applicazioni, in ambito lavorativo, delle proprie competenze acquisite, nel lavoro individuale ed, eventualmente, anche con i gruppi. (sono stati inseriti anche i gruppi di crescita in questo seminario)

Applicazioni del counseling

L’insegnamento, condotto da più docenti, presenta alcune applicazioni più specifiche del counseling.

Situazioni di crisi ed emergenze: le situazioni di crisi e le emergenze che si prestano ad un utilizzo proficuo del counseling, anche in contesto multiprofessionale. Contesti, casi, esempi.

Prevenzione dello stress: la funzione preventiva del counseling nelle situazioni potenzialmente stressogene. Contesti, casi, esempi.

Sessualità e affettività nel counseling: l’utilizzo del counseling quando il tema del cliente è legato alla sessualità e all’affettività. Limiti e potenzialità dell’intervento di counseling.

L’elaborazione del lutto nel counseling: comprendere il processo del lutto, come processo a più fasi, le caratteristiche del grief-counseling. Quando e come è utile. Potenzialità e limiti dell’intervento.

 

 

La morte e il morire: aspetti etico-filosofici

Cos’è la morte e cosa significa morire? Questa lezione passa in rassegna dapprima il concetto di morte in alcuni in alcuni dei maggiori filosofi che hanno trattato L’argomento in modo più esaustiva di altri

 

Successivamente, attraverso uno spazio di confronto lasciato agli alunni, si parlerà della morte in senso lato, morte come fine, come termine, come privazione, non   necessariamente come fine vita e del rapporto di ognuno di noi con questa tematica. Si passerà poi ad analizzare le cinque fasi dell’elaborazione del lutto della Kubler Ross e relativo confronto in aula. Da ultimo si valuterà il risvolto etico che ha portato alle vigenti leggi sulla DAT, applicando però l’intera argomentazione al counseling. Ogni volta che davanti a noi counselor si siede un cliente che ha subito una perdita, sia essa di una persona, di un animale di un lavoro, una separazione o un cambiamento che le abbia causato un forte stress, ci troviamo di fronte ad una persona che sta vivendo un lutto e per poter essere in grado di aiutarla, dobbiamo conoscere a fondo che tipo di emozioni si agitano dentro di lei. Questo lo scopo dell’intera lezione e della simulazione di coppia che ne seguirà in aula.

 

 

Counseling nei contesti scolastici ed educativi: il ricorso al counseling nei contesti scolastici ed educativi. Caratteristiche e specificità. Sportelli di counseling nelle scuole. Quali categorie di utenti.

 

Counseling esistenziale e transpersonale: il counseling applicato alle questioni esistenziali, che richiedono una riflessione in termini di valori e ascolto delle proprie vocazioni. La tensione transpersonale a trascendere il piano della realizzazione personale nella direzione di mettersi al servizio degli altri. Meditazione e counseling.

Video-didattica in azione

L’insegnamento, condotto da Renzo Rossin, mostra attraverso la video-didattica alcune sessioni di counseling tenute da professionisti della relazione di aiuto.

Videodidattica 1 Relazione centrata-sul-cliente: presentazione, visione e analisi di un video in cui l’operatore della relazione di aiuto utilizza l’approccio centrato sul cliente. Analisi dei punti di forza e degli eventuali limiti riscontrati. 

Videodidattica 2 Counseling breve in azione: presentazione, visione e analisi di un video di counseling breve. Analisi dei punti di forza e degli eventuali limiti riscontrati. 

Videodidattica 3 Counseling multimodale: presentazione, visione e analisi di un video di counseling, in cui l’operatore fa ricorso a una metodologia di azione multimodale e integrata. Analisi dei punti di forza e degli eventuali limiti riscontrati. 

Analisi transazionale per il counseling

Programma:

  • Psicologia dello sviluppo
  • Stati Dell’Io e Transazioni
  • In questa parte del programma vengono introdotti i concetti base inerenti la struttura degli Stati dell’Io, le caratteristiche di ogni Stato dell’Io in termini strutturali e funzionali, le applicazioni in termini di lettura della relazione e di definizione delle Transazioni.
  • Gli impatti sulla comunicazione sia fra due soggetti che di gruppo e nella gestione della relazione Counselor/Cliente.
  • Le caratteristiche delle Transazioni, la diversa tipologia e l’impatto che possono avere sulla comunicazione e sulla relazione. La connessione fra Stati dell’Io e Transazioni.
  • Posizioni Esistenziali Giochi e Riconoscimenti
  • Il concetto di Posizioni Esistenziali, quali sono e come influenzano il modo di relazionarsi con gli altri e con sé stessi in termini di Transazioni.
  • Riconoscere le Posizioni Esistenziali e come questo determini la capacità e la possibilità di ricevere Riconoscimenti.
  • Cosa sono i Riconoscimenti in AT, la loro funzione.
  • La definizione dei Giochi: cosa sono, a cosa servono come vengono agiti all’interno della relazione, come riconoscerli e come poterli gestire nella relazione Counselor/Cliente.

Tecniche di costellazioni Familiari sistemiche con visione di Psicosintesi applicate al counseling e al coaching

 

Obbiettivo del percorso formativo:

trasferire tecniche mutuate dal mondo delle costellazioni familiari e sistemiche per offrire strumenti di lavoro rapidi ed efficaci da applicare in colloqui di counseling al fine di facilitare l’esplorazione di una tematica e l’aumento di consapevolezza atto a rendere possibile una scelta di benessere o operativa

 

 

Contenuti teorici:

  • I diversi tipi di legami esistenti nei gruppi e tra le persone: legati alla relazione qui e ora, hanno a che fare col essere parte di un sistema di individui interdipendenti. Sono legami di natura relazionale/psicologica. Vi sono poi legami legati all’appartenere a un gruppo, a un sistema, che ha una propria storia e una propria memoria e che, per poter star bene deve rispettare alcune regole. Questi legami, questi sistemi e il campo cosciente dove questi legami si esprimono sono oggetto di studio e di lavoro delle costellazioni familiari.
  • Breve cenno a cosa sono le costellazioni familiari e il campo cosciente e atteggiamento fenomenologico.
  • L’apporto di Bert Hellinger e la Codifica degli Ordini dell’amore.
  • Gli ordini dell’amore e come utilizzarli applicati al colloquio di counseling e/o coaching.
  • Esperienza personale del proprio sentire rispetto a questi ordini.
  • In che modo queste conoscenze possono essere utilizzate in pratiche di counseling , coaching o di autoesplorazione.
  • Introduzione alle tecniche e sperimentazione delle stesse
  • Varie tipologie di esplorazione: esperienze in gruppo, casi ed esperienze in coppie/triplette.
  • La famiglia attuale
  • La famiglia d’origine
  • I gruppi relazionali
  • Le organizzazioni e il proprio posto all’interno dell’organizzazione lavorativa.
  • Lavoro con aspetti di sé
  • Integrazione e forza
  • Attuare una scelta
  • Raggiungere un obbiettivo
  • Le diverse tecniche per operare stesse esplorazioni.
  • Le qualità del counselor e del coach che utilizza queste tecniche.
  • La Presenza.

 

Modalità di realizzazione del percorso formativo:

corso teorico pratico in cui alla teoria si alterneranno momenti pratici di esperienza/esercitazione.

Si svolgeranno esercizi relativi a temi di esplorazione e chiarificazione di problematiche portate in simulate al fine di fare esperienza del tipo e della qualità di informazione che l’esperienza con le tecniche di costellazioni familiari può portare al cliente. Un tempo sarà dedicato al training pratico per il counselor

Le simulate saranno sia al centro, sia a coppie/gruppi.

Verrà svolta anche una costellazione familiare completa al fine di evidenziare la differenza tra tecniche costellative e costellazione vera e propria.

( * ) lezioni didattiche Extra calendario

Laboratorio di counseling

Gli allievi della Scuola di counseling, durante le lezioni del 1° e 2° anno di corso, vengono invitati dai vari docenti ad applicare concretamente quanto teoricamente viene appreso in aula. Gli studenti si dispongono quando è il momento in gruppi di 3 persone dove, cambiando ruolo, ricoprono alternativamente la figura di counselor, cliente, osservatore, cercando di simulare situazioni relazionali che di solito si incontrano nella vita quotidiana.

 

Questa modalità ha l’obiettivo di predisporli e allenarli all’ascolto, a porre attenzione all’istante presente e a renderli, in questo modo, capaci di sviluppare una continua esplorazione dei vari punti di vista. Essi imparano in tal modo a sperimentare l’empatia e il non giudizio, provando sensazioni piuttosto che servirsi del pensiero e della concettualizzazione.

 

Al 3° anno di corso, la pratica che si svolge in aula assume la qualità di un lavoro individuale, più profondo e delicato. Una coppia di studenti prende posto al centro del gruppo, seguita attentamente da un supervisore individuale e simulano tra di loro una seduta completa, cercando di rappresentare l’incontro tra un counselor e il proprio cliente.

Questa esercitazione si propone di permettere ai partecipanti di farsi conoscere per quello che sono veramente e dare un significato alla comunicazione. Sappiamo che le parole ed il comportamento del counselor costituiscono un’informazione per il cliente in quanto poi deve restituire al counselor le sue parole ed il suo comportamento, fornendogli in questo modo il feedback.

Al termine della simulata, il supervisore si rivolge ad ogni membro della classe e chiede loro di dare il proprio feedback su quanto ha assistito.  Dare un feedback significa non solo ascoltare le parole ma anche utilizzare gli occhi, le orecchie e le percezioni emotive e corporee: l’attenzione al feedback consente di apprendere e adeguarsi meglio all’interlocutore.

Il supervisore in un secondo tempo guida e aiuta gli allievi/attori a mantenere la persona al centro della relazione perché è al centro che si impara a prendersi cura di sé e degli altri. Il professionista deve imparare a individuare, conoscere e lavorare sulle proprie ambivalenze; rivisitare le proprie emozioni, i limiti e i bisogni in modo chiaro identificando gli ostacoli che rendono difficile una relazione intima.

Elementi di morfopsicologia per il counseling

Cos’e’ La Morfopsicologia

La morfopsicologia nasce dall’incontro tra Biologia e Psicologia e non si riferisce ad alcuna tipologia anche se può utilizzarne e confrontarvisi, poiché grazie al suo percorso originale può aiutarci, attraverso i suoi metodi di ricerca e di lettura, a sviluppare l’interesse per “l’altro” e la capacità di essere “empatici”.

Questa capacità, che consente di interpretare e di intuire come si sente un altro essere, ci mette in gioco in molteplici situazioni, da quelle della vita professionale a quelle della vita privata – relazioni sentimentali e rapporti tra genitori e figli.

Pertanto la chiave per comprendere i sentimenti e le potenzialità degli altri sta nella capacità di leggere i messaggi che viaggiano su canali di comunicazione non verbale: l’espressione del volto, la gestualità e simili. Se la normale modalità di espressione della mente razionale è la parola, questa materia invece insegna e sottolinea il carattere profondamente “umano” di questa scienza quando essa viene adoperata nel giusto impegno di comprensione dell’altro.

 

 

Come si svolge e i suoi obiettivi:

Nello studio della Morfopsicologia, nessun materiale è necessario: ci vuole la partecipazione del soggetto esaminato, e questi non può dissimulare; non si tratta di giudicare l’interlocutore, ma di decifrare e far venire a galla debolezze o blocchi insiti nel suo carattere e ad attivare insieme a lui potenzialità e risorse presenti e latenti .

Questa scienza permette di farsi un’idea della personalità del cliente già al primo approccio, elemento importante per tutte quelle professioni in cui creare un clima di fiducia è fondamentale. La morfopsicologia presuppone l’empatia di chi la pratica, ossia la capacità dell’esperto di entrare in risonanza, in comunicazione affettiva con chi ha di fronte e di identificarsi con lui, mantenendo però una riserva e una distanza tali da consentirgli di formulare una comprensione rigorosa e obiettiva.

L’analisi morfopsicologica non deve giudicare o imprigionare a livello tipologico il cliente, ma deve decifrare insieme a lui le potenzialità e le debolezze che sono insite nel suo temperamento, magari nascoste da eventuali “maschere”: si può seguire il soggetto nel tempo grazie alle minime modificazioni delle sue forme e captarlo in maniera dinamica nella pratica.

 

Durante le lezioni, viene fornita una griglia di lettura sintetica che copre tre campi: la biologia, la filosofia e conoscenze di psicologia. Si evidenziano e si sottolineano le affinità che il viso presenta con l’insegnamento della Psicosintesi e vengono fatte alcune analogie con i temi principali della Scuola di counseling umanistico esistenziale.

 

Correlazioni tra morfopsicologia e psicosintesi

La morfopsicologia è in grado di apportare alla psicofisiologia la dimensione umanista che spesso le difetta, integrandola:

  • ll viso è un richiamo alla responsabilità: l’accesso al volto dell’interlocutore è inizialmente “Etico”, ciò che colpisce nel volto è la fragilità nell’essere esposto all’azione modificatrice dell’ambiente esterno che agisce sull’individuo al momento della nascita costruendo la propria individualità.
  • L’ovale del viso e i tratti presi dal diagramma dell’ovoide di Assagioli: ritroviamo alcuni elementi dell’essere umano biopsichico nella costruzione biotipologica del viso. 
  • L’importanza della legge di integrazione biopsichica della psicosintesi: anche a livello morfologico, un tratto del viso diventa in grado di interagire e integrarsi con tutti gli altri segni del volto (a loro volta sottoposti all’azione modificatrice dell’ambiente) e va a trasformare l’impressione globale dell’interlocutore. Il viso non si riduce ad una totalità di tratti ma è una totalità trascendente.
  • Altri richiami vengono fatti riprendendo argomenti affrontati in altre lezioni del corso, ricercando nel viso i tratti citati e poi appresi, ad es:
    • Il principio di polarità e le varie sfere psichiche;
    • le polarità interindividuali tra uomo e donna (come complementarietà).
    • Inoltre si leggono e analizzano, a livello pratico, le foto di alcuni personaggi del passato o noti nel mondo quotidiano per evidenziare alcune subpersonalità – psicologiche con cui ci confrontiamo e relazioniamo anche in altri frangenti.
    • Spunti e correlazioni vengono fatte anche tra la morfopsicologia e l’Analisi transazionale: “gli stadi dell’IO” , le “spinte” . le ingiunzioni etc etc.
    • Elementi di Antropologia costituzionalistica

Psicosintesi per il counseling

 

L’insegnamento, condotto da più docenti, esplora e propone il contributo della psicosintesi alla teoria e alla pratica del counseling.

Programma:

  • La psicosintesi e le altre forze: il contesto culturale in cui è nata la psicosintesi e il suo legame con un approccio umanistico-esistenziale.
  • Il teatro interno: l’ipotesi teatrale in psicosintesi e possibili applicazioni nel counseling.
  • Disidentificazione e autoidentificazione: I processi di identificazione, disidentificazione e autoidentificazione al servizio della formazione del counselor.
  • Dal gioco degli opposti alla sintesi: una chiave, dalla psicosintesi, per comprendere la vera natura dei conflitti e dei dilemmi.
  • Empatia spirituale: la declinazione dell’empatia in chiave psicosintetica come comprensione dei diritti dell’anima.
  • Il modello ideale: una mappa della psicosintesi per imparare ad attivare le risorse che servono.
  • Gli stadi dell’atto di volontà: una mappa della psicosintesi al servizio del counseling, che permette di comprendere e facilitare il passaggio da un’idea alla sua realizzazione facendo leva sul potenziale della volontà.
  • Bio-psicosintesi: il corpo nella relazione d’aiuto.
  • Bio-psicosintesi: il corpo nel contesto del gruppo.
  • Immaginazione creativa e volontà: il potere dell’immaginazione creativa. Una risorsa al servizio del processo di counseling per scelte libere e responsabili.
  • Sogni e simboli: anche se il counseling non si occupa di leggere i sogni dei clienti, una maggiore consapevolezza del mondo onirico e del suo patrimonio simbolico permette al counselor di allargare la sua sensibilità immaginativa e di prendere maggiore dimestichezza con il linguaggio metaforico.